Gita a Trieste (27 e 28 dicembre) 

 

Quest’anno la meta del pellegrinaggio del gruppo giovani è stata Trieste.

L’esperienza è durata due giorni, ed è stato un percorso significativo e ricco di riflessioni. La nostra prima tappa è stata il Castello di Miramare luogo ricco di storia in quanto residenza della corte asburgica.

Da qui con una bella e faticosa camminata abbiamo raggiunto il Faro della Vittoria.

Dopo un meritato riposo e ristoro abbiamo proseguito il nostro viaggio verso la cattedrale di San Giusto dove ci siamo raccolti in un momento di preghiera.

 Avendo voluto dare dal principio un taglio alla gita  non solo culturale ma soprattutto umano, l’ultima tappa della prima giornata l’abbiamo riservata alla Risiera di San Sabba, lager nazista, per ricordare le vittime di quel periodo. Il museo all’interno della risiera è stato per noi molto toccante e ci ha permesso di ascoltare testimonianze drammatiche di parenti e sopravvissuti agli orrori di quegli anni con l’intento di non dimenticare e di non restare indifferenti ad una realtà che ci è stata così vicina.

Dopo questa visita infatti abbiamo vissuto l’appena trascorso 27 gennaio (Giornata della Memoria)  con uno spirito diverso.

Il giorno seguente, rinvigoriti da un sonno ristoratore e da un’abbondante colazione, abbiamo proseguito il nostro cammino sulla tematica della memoria visitando le foibe di Basovizza ( il cui Giorno del Ricordo è stato il 10 febbraio) teatro del massacro di soldati italiani e oppositori politici del periodo fascista. 

Facendo un salto temporale, in mattinata ci siamo spostati a Redipuglia dove è presente un imponente monumento ai caduti della prima Guerra Mondiale, al quale era collegato un piccolo cimitero poco distante. 

Nel pomeriggio, ci siamo coraggiosamente spostati oltre confine per concludere l’escursus sulla prima guerra mondiale visitando uno dei luoghi che hanno visto la peggior disfatta degli italiani: Caporetto. Qui siamo stati accolti nel museo della città da una giuda molto qualificata, che ha saputo descriverci con efficacia le drammatiche condizioni dei soldati nelle trincee e le varie strategie di guerra. 

Nonostante il poco tempo a disposizione, sono stati due giorni molto intensi e ricchi di emozioni, ci hanno permesso di prendere coscienza su un triste passato che nessuno di noi dovrebbe dimenticare perché per quanto sia doloroso è parte della nostra storia. Oltre però ai momenti di riflessione ci sono stati anche molti momenti di divertimento che ci hanno permesso di creare un gruppo unito e di rafforzare i legami sia tra noi ragazzi che con il Don.

 

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Il gruppo giovani e Don Pierino