A tutte le famiglie della Parrocchia

Carissimi tutti,

vi scrivo dal Seminario, in adorazione davanti a Gesù. Cerco di entrare in punta di piedi nelle vostre famiglie, sperando di non dar fastidio a nessuno. Se così fosse, col Manzoni dei Promessi sposi, umilmente vi dico: questa lettera, ... «se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, ... Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta».

In questi giorni ringrazio tanto il buon Dio per i miei 30 anni di sacerdozio e per l’affetto che mi avete dimostrato l’8 dicembre, festa dell’Immacolata. Rendo grazie al Signore anche per gli 11 anni vissuti qui con voi e per il bene che in tanti mi volete, anche se riconosco che non posso piacere a tutti, per tante ragioni... Ma credo che questo succeda in ogni famiglia... In ogni caso, al di là di tutto questo, sappiate che io vi voglio bene!

Ringrazio il Signore, perché la parrocchia mi sembra viva. Abbiamo un diacono generoso, dei fedeli alla Lectio divina, cantori assidui e bravi, organisti qualificati, ministri della Comunione zelanti, dei chierichetti eccezionali, delle lodevoli catechiste. Godiamo anche di un bel gruppetto di Giovanissimi e di un altro gruppo, più nutrito, di Giovani forti e dinamici. Ci onora un Noi sempre attivo, disponibile e coesivo. Abbiamo un piccolo bar, che funziona e rende la domenica meno ingessata e più familiare. C’è pure chi pensa ad un presepio originale e creativo; ed anche chi provvede alla pulizia e al decoro degli ambienti. La parrocchia inoltre è ben amministrata: spiritualmente da un buon Consiglio Pastorale, e, finanziariamente, da un esperto Consiglio Affari Economici. Anche per questo, ma pure grazie a tanta generosità e ai molti sacrifici sostenuti insieme, stiamo per estinguere i quattro mutui trovati, pari a circa 650 mila €.

È vero che non mancano i problemi, ma questi sono di tutti. Nascono meno bambini, quindi pochi battesimi e una parrocchia che invecchia. Matrimoni quasi azzerati. Tanti posti vuoti in chiesa, non solo per un elevato numero di funerali, ma anche perché qualcuno preferisce altri pascoli che sembrano più rigogliosi; d’altra parte, da sempre l’erba del vicino appare più verde ed alta della propria...
Ma sento che l’aiuto e la Grazia di Dio ci sono! Ed operano sorprese e meraviglie, grazie anche ad alcune famiglie giovani, aperte e coerenti. Prego, preghiamo, perché ciascuno resti fedele, al suo posto, con i suoi carismi e competenze, senza scoraggiarsi, capace di perdonare ogni incomprensione ed offesa.

A volte qualcuno potrebbe dire: sono stanco, non condivido..., sono vecchio, me ne vado... Ma dove vai?... La Chiesa ha bisogno di te, di ciascuno! E quando le forze o l’entusiasmo vengono meno, puoi sempre pregare, difendere, simpatizzare...
Carlo Carretto, scriveva nel 1987: «Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! | Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! | ... | Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure. | ... | E poi, dove andrei? | A costruirne un'altra? | Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo».

A questo punto, cosa domando a voi? Di continuare a lavorare insieme, di coltivare una fiducia reciproca. Di pensare che un prete è qua col desiderio di amare ed aiutare, senza far soffrire nessuno; ma pure con il bisogno di essere amato ed aiutato!...

Dico questo anche a proposito di un grande lavoro che stiamo per iniziare: il mosaico nell’abside della chiesa. Non è un capriccio o un’idea mia. Era già un progetto di don Massimo. D’altra parte la Comunità stessa ha sempre avvertito un vuoto che l’ha spinta a collocarvi prima la Madonna del Cillo, in seguito caduta, e poi la copia della pala cinquecentesca del Beccaruzzi.

Adesso abbiamo un progetto, apprezzato dal Consiglio Pastorale, dal Consiglio Affari Economici, dall’Arte Sacra della Diocesi, incoraggiato dal Vescovo che ha interpellato addirittura la CEI, e incoraggiato anche dal Comune.
Considerando la fama mondiale dell’esecutore Centro Aletti di Roma, formato da una quindicina di artisti, credo che la nostra chiesa e la città stessa di Conegliano possano ricavare prestigio dall’opera.
Può darsi che qualcuno non sia d’accordo e preferisca una chiesa del tutto spoglia, ma i tanti esperti interpellati, laici e sacerdoti, incoraggiano l’esecuzione dei lavori, anche perché un’opera d’arte così favorisce la contemplazione ed aiuta la preghiera.

Purtroppo le offerte in chiesa sono diminuite (quasi dimezzate) e tanti non aiutano più la chiesa nelle occasioni liete e tristi della loro vita, come una volta succedeva in ringraziamento per sé e in suffragio per i propri cari.
So che i tempi sono difficili per tutti, ma confido nel buon cuore di tante persone.
Sostengo la mia richiesta con la Parola di Dio nella seconda lettera di san Paolo ai Corinzi: «7 Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. 8 Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene».

A tutti, con un cuore vasto di padre e figlio, di fratello, pastore ed amico, auguro non solo un Buon Natale, ma di più: un Santo Natale ed un anno nuovo sereno e felice. Naturalmente accompagno questo augurio con la preghiera per ciascuno e per tutti.

LetteraNatale2023 2