Domenica 27 aprile 2025
Carissimo / a,
ancora una volta la parrocchia ripropone i Campiscuola nella mitica Candaglia. Un campo è un’esperienza forte, straordinaria, formativa, per tanti motivi. Si vive una settimana insieme in un ambiente ancora intatto, essenziale, pulito, dove non c’è posto per ciò che è sofisticato, dove le giornate scorrono veloci e felici, tra preghiera e riflessione, giochi e passeggiate, nell’aiuto reciproco, mangiando e dormendo insieme.
Questo è anche l’Anno Santo: un anno particolare per noi! Nel momento in cui scrivo, come Chiesa, siamo in attesa del nuovo Papa e del nuovo Vescovo. Come società civile viviamo un tempo meraviglioso, ma pieno di insidie e di pericoli dai quali dobbiamo difenderci. E certo non basterà l’Intelligenza Artificiale. Occorrerà piuttosto una Sapienza che viene dall’Alto.
Il Giubileo si caratterizza anche per la Porta Santa, che è Gesù Cristo, attraverso cui passare. Per questo ho pensato a sette luoghi della casa, che ben conosciamo fisicamente, ma che offrono tante possibilità per educare ed evangelizzare: ogni giorno ci fermeremo in uno di questi:
- la porta, come luogo di passaggio,
- la cucina, come luogo della condivisione,
- il soggiorno, come il posto dell’ascolto,
- la camera, come il luogo del riposo,
- il bagno, come il luogo della cura,
- la finestra, come il luogo dello sguardo,
- il giardino, come un posto di contemplazione.
Si tratta di luoghi reali, ma fortemente simbolici e vitali per la nostra anima. Questi luoghi diventano anche tappe della nostra vita. E sono come luci che ci aiutano a spalancare gli occhi per capire a fondo e godere delle ricchezze, che ogni giorno il Signore ci dona.
Spero solo che i nostri genitori capiscano l’“impianto” di una settimana così. E confido nell’aiuto di animatori scelti e motivati, capaci di donare il loro tempo e le loro abilità per il bene dei piccoli, che crescono.
Non vorrei restare solo, o quasi, dopo aver ormai attraversato quasi tutta la vita, a credere in queste esperienze.
Non vorrei che i genitori delle parrocchie vicine ci credessero più dei nostri. Da parte mia cerco di restare aperto a tutti. Ma vorrei tanto che i miei fedeli vivessero il mistero dell’Incarnazione, anche “sposando” le nostre proposte.
d. Pierino con il diac. Mario e gli animatori
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