Carissimi fratelli,
dopo due anni di silenzio, dovuti soprattutto alla pandemia, riprendo la tradizione di scrivervi per Natale, per farvi gli auguri e dirvi che prego per voi. Per raggiungere chi di solito non viene in chiesa. Per raccontare l'essenziale sulla vita della Comunità. Per chiedere aiuto economico, ma anche un santo orgoglio parrocchiale.
Il tempo che viviamo è complesso per tutti, me compreso. Credo di capire le vostre fatiche: sempre di corsa, con mille pensieri e preoccupazioni di ogni tipo, stanchi, a volte delusi. Immersi in un mondo che cambiain continuazione e ci trova sempre impreparati. È difficile nascere e morire, crescere e invecchiare, trovar lavoro ma anche ritirarsi.
È difficile essere giovani, studenti, sposati, genitori, preti, anziani! Tutto è più difficile!
Ma dobbiamo tenere duro, fare quello che si può, senza inquictarci tanto. Gesù ancora oggi ci ripete: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11, 28). Ed ancora: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'» (Mc 6, 31). Sono convinto che questa sia la soluzione. Non è semplice, perché andare con lui è impegnativo, ma è così: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15, 5), E ancora: «La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15, 11).
Spiritualmente parlando, potrebbe andar meglio. Ma, se mi guardo d'attorno, potrebbe anche andar peggio. E allora ringrazio il Signore per la fede di tanti. Abbiamo tante cose belle: le vedete! Ma vorrei tanto superare quella separazione che c'è tra fede e vita. Alla domenica vorrei portare tutti alla messa, specialmente i bambini, per lodare
il Signore, ascoltarlo, pregarlo insieme. Vorrei che i cresimati non scappassero dopo la Cresima, per tornare magari solo al funerale di qualcuno... Spero che mi capiate, perché anche voi genitori non sareste contenti, se i vostri figli ogni domenica mangiassero fuori, non stessero insieme con voi...
Economicamente parlando, ringrazio il buon cuore di tanti! Quando dieci anni fa venni tra voi, la parrocchia aveva quattro mutui per circa 650 mila €. Fra non molto finitemo di pagarli. Però abbiamo tirato cinghia tutti quanti, io per primo, perché, per risparmiare, non mi sono fatto aiutare da sacerdoti o conferenzieri...
Ormai che sono incamminato sul viale del tramonto, mi resta un sognonel cuore: quello di decorare il presbiterio con qualche figura, tipo l'antica Biblia pauperum: poche immagini musive che parlino di Gesù, di Maria e degli Apostoli. Era un sogno anche del compianto don Massimo. È un desiderio anche del Vescovo e di tanti sacerdoti della diocesi. Naturalmente con tutte le approvazioni del caso: Consiglio Pastorale e Affari Economici, Curia e Arte Sacra diocesana.
Vi chiedo solo tanta comprensione e fiducia. Più consensi che critiche. Non voglio togliere il pane di bocca a nessuno. Il tempo è difficile, ma confido nella Provvidenza e nella generosità di tanti. Per questo vi chiedo un aiuto anche economico.
Intanto accompagno con la preghiera i miei più affettuosi e fraterni auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.
don Pierino