Il Santuario

1965 NASCE LA PARROCCHIA

''Albinus Lucieni, Dei et Apostolicae Sedis Grette, Episcopus Victoriensis Venetorum, ... " inizia in modo solenne e formale, il decreto con il quale il vescovo Albino Luciani, invocato Nomine Domini, costituisce la parrocchia della Visitazione della Beata Vergine Maria di Conegliano - Madonna delle Grazie - ed attribuisce ad essa il territorio compreso tra la località Gai verso San Vendemiano, la ferrovia a sud, la linea immaginaria che congiungeva questa con viale Trento Trieste all'altezza di casa Bassanin - Storelli, via Carpené sino al Monticano, poi via Calpena sino al confine di Ogliano.

E' l' 11 febbraio 1965, festa della Madonna di Lourdes e mons. Albino Luciani ( che sarebbe poi divenuto patriarca di Venezia e papa, per soli 33 giorni, con il nome di Giovanni Paolo I ), pone così il proprio sigillo ad un progetto che aveva cominciato a delinearsi durante la precedente visita pastorale alla popolosa parrocchia dei Santi Martino e Rosa. 

A cura di Sergio Dugone

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L'ATTUALE SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Malvolti ci conferma così che l'attuale chiesa di Santa Maria delle Grazie fu costruita a partire dal 1774 al posto della più grande chiesa distrutta. Essa contiene - della precedente - la pala dell'altar maggiore e due pale di altari laterali.

Le tre opere storiche dell'antico convento furono ancora rubate dagli austriaci durante l'invasione 1917 -1918 e, rintracciate a Udine, tornarono nella chiesa il 30 luglio 1921. Bisognose di un delicato e accurato intervento di restauro, furono, solo in anni più recenti, affidate a laboratori e tecnici specializzati che le hanno riportate all'originaria bellezza.

Nino Finato ne Il Coneglianese del luglio 1994 ricorda come venne salvato da Venezia anche il dossale cinquecentesco in legno dorato con la pala della Natività di Francesco da Milano che la Corporazione dei Marangoni (di cui San Giuseppe era protettore) - rivendicandone la proprietà - decise di consegnare alla chiesa di San Martino dov'è ora collocata nell'altare presso il Battistero.Egli aggiunge che l'attuale mensa dell'altare, con paliotto intarsiato di marmi policromi, del' santuario di Santa Maria delle Grazie, proviene dalla vecchia parrocchiale di Santa Maria di Campagna in Cessalto abbattuta agli inizi degli anni '60. Finato - per molti anni fabbriciere alla parrocchia dei SS. San Martino e Rosa dove affiancava padre Remigio Burello, è testimone credibile.

L'attuale Santuario vedeva una intensa vita religiosa che fioriva soprattutto nel mese di maggio quando - con grandi luminarie attorno alla pala della Madonna delle Grazie - la chiesa ospitava alla sera le genti della zona per il S. Rosario. Nella prima settimana di luglio si celebrava la festa religiosa del Santuario ed i più anziani ricordano i pellegrinaggi del Felettano, del San Fiorese e di altre comunità che arricchivano la religiosità popolare attorno alla Madonna delle Grazie.

Attorno al Santuario, dove si susseguivano le SS. Messe, c'erano in quei giorni le bancarelle con i dolci poveri dell'epoca (la memoria ci riporta i bussolà, le frittelle con lo zucchero, i biscotti al cioccolato ... ) e i primi giochi di plastica per i bambini. Era una festa la scalata all'albero della cuccagna- posto - ben unto - all'angolo verde della Carpené Malvolti difronte alla chiesa, dove i giovani della Calpena e di altre località si cimentavano alla conquista di cose semplici (un paio di salami, delle bottiglie, ... ). Attorno ancora la vecchia caserma che occupava la Piazza d'Armi la cui demolizione inizierà negli anni '60 per far posto all'attuale quartiere. 

A cura di Sergio Dugone

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L'ANTICO CONVENTO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Pietro Antonio da Venezia nella sua "Historia serafica" scritta a Venezia nel 1688, afferma che "nel 1505 i Minori Osservanti, soprattutto per interessamento delle nobili famiglie Montalbano e Malvolti, si stabilirono in Santa Maria delle Grazie".

"Verso il 1530 il convento e la chiesa vennero ceduti al Padri Minori Riformati della provincia di Venezia che ne fecero anche un luogo di formazione e di studio per i giovani religiosi".

Alfredo De Mas nel suo "Conegliano, arte, storia e vita" Il edizione stampata nel 1972 dallo Studium Coneglianese, afferma altre cose di Santa Maria delle Grazie.

Nel 1769 la Repubblica Veneta, nell'intento di allontanare il dissesto finanziario e politico, sopprime diversi conventi e ne incamera i beni.

A Conegliano tale sorte tocca, nella zona verso Monticella, proprio al convento di Santa Maria delle Grazie dei padri Francescani Riformati, ( Zoccolanti ) da oltre tre secoli presenti a Conegliano. Per convalidare questa data, il De Mas cita un documento storico.

"Nel Libro delle Parti - conservato nell'archivio storico del comune - in data 26 maggio 1612, per divergenze sorte sulla sepoltura dei defunti alla cui bisogna i frati più non attendono, si legge:

"La Religione dei R. Padri di San Francesco dell'osservanza sino l'anno 1460 fu da questo Magnifico Consiglio accettata in questa patria, et fu del pubblico a quella assegnato il fondo, ove hora è costructa la chiesa di S. Maria delle Gratie, et fabricato l'honorato loro convento ".

Anche don Nilo Faldon, convalida tale data del 1460 come data di avvio della costruzione del convento e di presenza dei Frati in città.

I frati comunque furono in grande considerazione in città sia per le opere di carità ed ospitalità a pellegrini e ammalati (assistiti anche a domicilio), che per la vita culturale del convento.

Tant'è che nella chiesa - ampia, dotata di numerosi altari e di opere d'arte- trovarono posto le tombe di famiglia di alcune tra le nobili famiglie di Conegliano come i Del Giudice, i Graziani, i Dall'Ava ed altri, in parte venute alla luce con recenti interventi di restauro dei pavimenti.

Nel 1772, tre anni dopo la soppressione, gli edifici vennero venduti, mentre finirono a Venezia le nove pale degli altari della chiesa che venne demolita nel 1773.

I Coneglianesi avviarono un'accorata istanza a Venezia per le restituzione almeno della pala dell'altar maggiore, donata da un certo Antonio Salamanca e attribuita al pittore coneglianese Francesco Beccaruzzi (v. foto). Venezia restituirà la pala, ma non le altre opere d'arte di S. Maria delle Grazie.

Francesco Maria Malvolti ( 1725 - 1807 ) redige nel 1774 il "Catalogo delle migliori pitture esistenti nella città e territorio di Conegliano" - conservato all'Archivio di stato di Venezia - e una seconda copia, con annotazioni autografe, nell'archivio storico del comune.

Ecco come parla della pala del Beccaruzzi:

"Questa è di ragione dei compratori del soppresso convento, e chiesa de' Molto RR.PP. Riformati, già da questa città emigrati, ed è ora provisionalmente collocata in detta chiesa di San Giovanni finche colle dovute cautelle sarà trasportata, e collocata nella nuova chiesa, che sta fabricandosi in loco dell'altra già demolita; nella qual nuova chiesa saran pur collocate le altre due Pale in tela una rappresentante la Trinità e l'altra S. Tiziano con alcune figure di mano buona: la prima però di queste due molto pregiudicata". (Quest'ultima, come annota don Faldon, era la pala di San Tiziano dell'altare della cappella Del Giudice, cappella tutta affrescata ). 

 

A cura di Sergio Dugone

 

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DSC 0367 sCon grande gioia sabato 25 ottobre è stato inaugurato, con la presenza del Vescovo e delle autorità cittadine, il Santuario di Madonna delle Grazie in via Trento e Trieste a Conegliano, restaurato e messo a nuovo dopo che un principio di incendio lo aveva reso inagibile il 13 giugno 2013.

Raccogliamo qui immagini e testimonianze della serata che, come bene ha detto Don Pierino, rimarrà nella memoria di tutti noi.

Via via che raccoglieremo altro materiale, lo pubblicheremo; tornate presto, quindi!

Sabato 25 ottobre 2014

Inaugurazione e riapertura di

SANTA MARIA DELLE GRAZIE

un santuario restituito alla pietà popolare,

un patrimonio di storia, arte e fede delle

genti del Coneglianese.

 
  PalaBeccaruzzi
 

Programma

Ore 18.00 – In chiesa parrocchiale: presentazione dell’intervento di  restauro e ringraziamenti

Ore 19.00 – S. Messa presieduta da S.E. Mons. Corrado Pizziolo, vescovo diocesano

Ore 19.45 – Processione dalla Parrocchiale al Santuario accompagnati dalla banda cittadina

Ore 20.15 – Con il Magnificat riapertura del Santuario,  benedizione del Vescovo e Te Deum

Ore 20.45 – In Oratorio un brindisi festoso per la Comunità.

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